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Project

Splay Trio

splay trio


Alberto Tacchini: pianoforte
Valerio Della Fonte: contrabbasso
Tony Boselli: batteria

 

Tre musicisti di provata esperienza compongono questo gruppo di recente formazione. Accomunati dal desiderio di esplorare le possibilità timbriche ed espressive della più classica fra le piccole formazioni del jazz. Attraverso l'esecuzione di un repertorio formato da composizioni originali il trio persegue la ricerca di un suono proprio.
Ogni musicista, attingendo alla propria esperienza (che comprende una formazione classica, una solida preparazione jazzistica ed escursioni nella musica popolare ed etnica) contribuisce alla creazione di una musica fresca e ricca di spunti di interesse, convogliando energia e passione in questo progetto il cui risultato musicale può essere classificato come jazz contemporaneo di matrice europea ma con solide radici nella tradizione afroamericana.

Brass Joy - Jazz Quintet

brass boyLalo Conversano: tromba e flicorno
Danilo Moccia: trombone
Roberto Olzer: pianoforte
Valerio Della Fonte: contrabbasso
Nicola Stranieri: batteria


Lalo Conversano e Danilo Moccia, entrambi affermati musicisti, hanno costituito questo interessante quintetto con il quale si sono già esibiti in numerosi concerti. Alla base di questa collaborazione vi è l'idea di creare una “front line” formata da tromba e trombone (già collaudata in passato da tandem famosi come ad esempio Clark Terry e Bob Brookmeyer, J.J. Johnson e Nat
Adderley, Frank Rosolino e Conte Candoli). Il quintetto propone un repertorio jazz e latin di noti standards e brani originali sapientemente arrangiati.
Il risultato è senza dubbio convincente, grazie anche all'apporto di una sezione ritmica che, interagendo con ogni elemento del gruppo fornisce il giusto sostegno.

Le ali della Farfalla di Terezin

le ali della farfalla di terenzin
Jim Rotondi: tromba e flicorno
Piero Odorici: sax tenore e soprano
Renato Chicco: pianoforte
Valerio Della Fonte: contrabbasso
Howard Curtis: batteria


Ai Music è lieta di presentare un progetto discografico realizzato con la collaborazione di alcuni fra i più interessanti musicisti dello scenario jazzistico internazionale.
Il progetto si snoda in una serie di iniziative collegate al tema della storia della cittadella fortificata di Terezin, la triste vicenda dell’omonimo ghetto, teatro durante la seconda guerra mondiale del dramma di migliaia di deportati ebrei. Avrà come tappa decisiva, nell’estate del 2011, la pubblicazione di un cd “Le ali della farfalla di Terezin”.
La cittadella fortificata di Terezin, situata a 60 Km da Praga nell’attuale Repubblica Ceca, venne trasformata in un campo di concentramento nazista sul finire del 1941. Da allora fino alla liberazione del ghetto, avvenuta nel Maggio del 1945 per mezzo dell’Armata Rossa, più di centomila furono gli ebrei deportati a Terezin e diverse migliaia di persone purtroppo vi perirono a causa delle malattie e delle disumane condizioni di vita.
Terezin è però famosa anche per la straordinaria attività artistica e specialmente musicale prodotta dai deportati. Vi furono deportati compositori come Viktor Ulmann ed Hans Krasa che ci hanno lasciato opere di grande interesse. Ma fu soprattutto l’attività musicale spontanea, svolta da piccoli gruppi di musicisti o da orchestre organizzate, a dare grande sollievo morale alla gente di Terezin, costretta a vivere in condizioni di estremo degrado. Non solo: attraverso la musica i prigionieri riuscivano a riappropriarsi della propria dignità di esseri umani ed a comunicare sentimenti di speranza, di desiderio di pace e di spirito di rivalsa nei confronti dei propri aguzzini.
Il progetto “Dedicato a Terezin” vuole semplicemen te essere un omaggio allo spirito di queste persone ed al potere catartico che la musica ha sull’animo umano.
I brani sono tutti originali ed espressamente scritti per questo progetto da ciascun musicista del quintetto. Esse tuttavia non si ispirano stilisticamente né ai brani rinvenuti a Terezin frutto dell’opera dei compositori lì detenuti, né alla musica di tradizione ebraica o di matrice colta europea (Mahler, Beethoven, Verdi) che veniva eseguita nel ghetto.
Si tratta invece di jazz moderno, a volte più chiaramente riconducibile al mainstream, altre volte al contemporary jazz. Sono brani intriganti, ricchi di spunti sia sul piano ritmico che armonico, caratterizzati da brillanti incisi melodici e da interessanti sviluppi improvvisativi.
L’intento di questa musica è comunicare la gamma dei sentimenti umani inclusi i più estremi e drammatici. E’ importante ricordare che vi sono testimonianze della presenza, nel ghetto di Terezin, di un gruppo jazz chiamato “Ghetto Swingers” ai quali in particolare gli autori di questo progetto si rivolgono.
Tema portante ed ispiratore dell’intero progetto, sono le poesie dei bambini di Terezin.

project train de vieTrain the vie Quintet

Featuring:

Stefano Montaldo - violino

Maurizio Signorino - sax

Alessandro Giulini - fisarmonica

Manuel Consigli- chitarra

Valerio Della Fonte- contrabbasso

Il nome del gruppo è un omaggio all’omonimo film del 1998 diretto dal rumeno Radu Mihãileanu, un film sulla vita e sulla possibilità della convivenza pacifica, che irride la stupidità e l’assurdità delle guerre e delle intolleranze.
Il gruppo, nato recentemente da un’idea del chitarrista Manuel Consigli, per approfondire il repertorio di Django Reinhardt e della tradizione zingara, rivela fin da subito straordinarie potenzialità timbriche e una grande forza comunicativa. Lo spessore artistico dei musicisti che formano l’ensamble, frutto di lunga esperienza professionale nella musica jazz, classica e leggera, traspare in ogni brano, esprimendo una magica alchimia di suoni dove la maestria di ciascuno è al servizio della musica.
Per il Train De Vie, il Gypsy Jazz, è solo un punto di partenza, la prima stazione, perché la musica è ni viaggio. Nel repertorio si affacciano, allora, numerose composizioni originali, le suggestioni del Valse Musette parigino, il Choro brasiliano, la dirompente spiritualità di John Coltrane, la fluidità melodica di Scott La Faro, la passione di Astor Piazzolla.
Sono melodie affascinanti e ritmi coinvolgenti che catturano tutti lasciando soddisfatto anche l’ascoltatore più raffinato.
A breve sarà disponibile il primo CD realizzato dal quintetto e pubblicato dall'etichetta Ai Music.

Nevertheless 

PIERO ODORICI: sax tenore, contralto e soprano
DADO MORONI: pianoforte
VALERIO DELLA FONTE: contrabbasso
WILLIE JONES III: batteria


valerio della fonte copertina cdIl progetto “Nevertheless” nasce da un idea di Valerio Della Fonte e si concretizza con la realizzazione del CD omonimo pubblicato recentemente dall’etichetta Ai Music.
A distanza di 5 anni il contrabbassista lombardo riprende il discorso espressivo iniziato nel 2005 con la realizzazione del suo primo disco, il riuscito “Per Un Istante” (Splasch Records) oggetto all’epoca della sua pubblicazione di numerose critiche positive sulla stampa specializzata.
La maturazione artistica di Della Fonte lo spinge ad esplorare il genere jazz definito “modern mainstream” con un approccio più audace e meno legato alle convenzioni, pur senza perdere il contatto con le radici profonde da cui proviene la musica afroamericana. Sul disco troviamo 9 brani, tutti originali, 7 dei quali frutto della penna di Della Fonte, uno del pianista Dado Moroni ed un ultima composizione scritta “a quattro mani” fra Moroni e Della Fonte. L’atmosfera di ogni singolo brano è caratteristica ed unica nel contesto dell’intero CD. Si va dalla vibrante “Nevertheless”, caratterizzata da degli interessanti cambi ritmici, alla evocativa ballad “Beyond the Meadow”, dove il lirismo della melodia si innesta su di un tessuto armonico ricco e ben congegnato.
La swingante “Lysa’s Attitude” è caratterizzata da una struttura inusuale mentre la energica “No Saints in Heaven” fonde gli aspetti più tipici dell’hard bop con elementi di jazz contemporaneo. Non mancano i momenti più melodiosi con la dolce bossa “Rainy Night” e la suadente “22 Tunnels” o effervescenti con la grintosa, ma al contempo goliardica, “Exit from the Courtyard of Fools”. Per questo progetto Della Fonte ha voluto riunire accanto a se tre formidabili musicisti in grado di interpretare al meglio il proprio pensiero musicale.La sintonia e l’interplay raggiunti dal quartetto rendono ogni esecuzione densa di significato espressivo, i quattro non si limitano ad eseguire semplicemente i brani ma li vivono intensamente, portando ognuno il proprio contributo artistico e nel contempo trovando una stimolante coesione d’intenti. I singoli ed eccitanti momenti solistici si evidenziano così, con grande efficacia, quale naturale conseguenza di un discorso che si sviluppa fluidamente da temi e strutture. Durante le esibizioni live i brani del CD costituiscono la spina dorsale del repertorio del quartetto, con l’aggiunta, eventualmente, di qualche standard del jazz.

CATERINA LIPPOLIS QUARTET or SEPTET

CATERINA LIPPOLIS QUARTET or SEPTET

QUARTET

Caterina Lippolis : voce
Massimo Falda : pianoforte
Valerio Della Fonte : contrabbasso
Verio De Bona : batteria

 SEPTET

Caterina Lippolis : voce
Paolo Tomelleri: clarinetto
Emilio Soana: tromba
Danilo Moccia: trombone
Massimo Falda: pianoforte
Valerio Della Fonte: contrabbasso
Verio De Bona: batteria

 


Il quartetto si è formato nel corso degli ultimi quattro anni, con un lavoro di approfondimento del repertorio dell'American Songbook.
Il fascino della musica americana, da Fats Waller a Chick Corea emergono attraverso il linguaggio della tradizione. Punti di riferimento sono i grandi interpreti del jazz quali Ella Fitzgerald, Dianne Reeves, le Big Band di Count Basie e Duke Ellington, i gruppi di Miles Davis ed i celebri songwriters quali Jerome Kern, Cole Porter, Leonard Bernstein, Antonio Carlos Jobim. Non mancano, inoltre, le rivisitazioni di famosi brani di autori italiani e francesi come Pino Spotti, Carlo Alberto Rossi, Bruno Martino e Charles Trenet. Nella versione in settetto si amplificano le possibilità timbriche ed espressive del gruppo ed attraverso l'esecuzione di adeguati arrangiamenti viene ulteriormente valorizzata la qualità del repertorio.